“Mi hanno preso a pugni, graffi e calci solo perché, secondo loro, uscendo dal posteggio, avevo urtato lievemente la loro macchina”. Fabrizio, 32 anni, ha ancora il volto segnato da ferite mentre racconta quel che gli è capitato lo scorso martedì, dinnanzi ad una nota focacceria messinese, non lontano da Piazza del Popolo. Fabrizio è l’ennesima vittima del silenzio, di quelli che vedono ma poi preferiscono girarsi dall’altro lato ed andarsene piuttosto che parlare, chiamare le Forze dell’Ordine, difendere chi si trova a terra e sta per esser preso a calci.
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giovedì 19 febbraio 2015
venerdì 8 marzo 2013
8 marzo 2013 - Riflessioni
Le statistiche italiane sostengono che, ogni giorno, una donna viene assassinata da un marito, un fidanzato, un convivente, un ex, un uomo.
Nell'82% dei casi questo avviene dinnanzi agli occhi dei figli e, quasi sempre, tra le mura di casa. Quella stessa casa che dovrebbe essere, per tutti, protezione, famiglia, amore.
Quella stessa casa che, in nome di un amore "malato", diviene invece tomba, orrore e paura.
Purtroppo i casi noti sono solo quelli che sbucano sulle pagine di cronaca, gli omicidi, le tragedie. Ma la violenza, quella che le donne subiscono sempre, a casa, sui luoghi di lavoro, nella società, quella è infima, nascosta, celata.
Esiste, ma poche ne parlano.
Paura di denunciare, paura di una ritorsione, paura del giudizio esterno, paura e solo paura.
Non sarà una mimosa a ricordare la bellezza, il profumo, la delicatezza di una donna.
E non sarà un giorno di festa a far dimenticare gli altri 365.
SIAMO DONNE, SEMPRE. L'8 MARZO E LOTTIAMO TUTTI I GIORNI.
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